Elezioni Comunali (2024) alleanze ed apparentamenti nazionali

 Nei comuni al di sotto dei 15 mila abitanti  è rischioso  presentare più liste, quindi, Rifondazione/Unione, Cinque Stelle, Sinistra Italiana e Civici potrebbero  diventare loro i promotori  del listone comunale, elaborando programmi  con contenuti identificabili. Questo permetterebbe poi  di andare al confronto col PD su un piano paritario. In seguito si potrà così disporre di una rete di consiglieri che aiuterebbe un nuovo ed indispensabile radicamento della sinistra frantumata. Il PD dovrebbe a questo proposito mandare a memoria questo mantra: “ Non farò come a Pavullo”. Il PD stabilì da solo chi  sarebbe stato il Sindaco e da Solo non è arrivato neppure al ballottaggio.

Per i consigli comunali a doppio turno la possibile liste di Rifondazione/Unione, Cinque Stelle, Sinistra Italiana e Civici Storici, potrebbe apparentarsi se ci sono le condizioni, anche col PD su un programma, criteri di formazione delle liste e scelta del candidato a Sindaco  condivisa (No Pavullo! Per intenderci). Discorso a parte merita il Comune di Modena, ma in Provincia  ormai si vince e si perde per pochissimi voti.  

La legge elettorale nazionale è performante sui partiti e condiziona sia le elezioni nazionale che indirettamente anche le elezioni comunali. L’attuale legge è   un sistema  misto per entrambe le Camere: il 37%  è assegnato con un sistema maggioritario a turno unico.; il 61% dei seggi  è ripartito proporzionalmente tra le coalizioni e le singole liste che abbiano superato gli sbarramenti.     Non si viene ammessi alla ripartizione dei seggi senza  il 3% dei voti; ed alla determinazione della cifra elettorale di coalizione  concorrono i voti espressi a favore delle liste collegate che  abbiano conseguito almeno l’1% dei voti a livello nazionale. 

Considerazione la Destra governa l’Italia perché il PD, pur accettando negli “apparentati” Sinistra Italiana e Verdi e Più Europa, non ha voluto  apparentarsi  con i  Cinque Stelle a causa della guerra.  Invece  quelli di destra, con realismo pragmatico si sono coalizzati,  incuranti delle loro posizioni molto diverse persino sulla guerra ( Lega e FI sono molto “Dubbiosi”, Fratelli d’Italia meno ) La Destra  ha pure inventato la lista Noi Moderati pur di  ottenere  la maggioranza dei parlamentari. È  necessario, quindi, per sconfiggere la destra, che  il PD ammetta di avere sbagliato. Il PD con l’aiuto di Draghi ha pugnalato alle spalle  i Cinque Stelle, allora alleati di governo,  cercando di dividerli ed in questi giorni Di Maio ha ottenuto con la nomina europea, pure i sui trenta denari.

l’indistruttibile 1,5 % di Rifonda/Unione Popolare  ha molto valore ( serve per prendere nel maggioritario un voto in più della coalizione avversa). Questo sistema elettorale induce le rappresentanze politiche ad apparentarsi, sia nel formato magnum ( PD dentro) che nel formato che lo esclude. Ad apparentarsi  per vincere  ci guadagnerebbe  il  Paese che potrebbe così   scrollarsi di dosso una destra improponibile  che non ha la maggioranza dei voti!   

La tecnicalità elettorale è lì, e non considerarla è un suicidio. Converrebbe dunque a tutti l’apparentamento ( non alleanza o  coalizione). Rifondazione/Unione ci guadagnerebbe anche perché fa la sua bella differenza essere rappresentati in Parlamento piuttosto che no!.  

Se il PD nei comuni è escludente, ci potrebbe essere  anche  il piano B.  A Correggio c’è un candidato a Sindaco, sostenuto  da Rifondazione,  Civici, Sinistra Italiana e Cinque Stelle che si contrappone alle candidature  a sindaco della Destra ( due Candidati) e del PD. Nel nostro territorio speriamo che   ci siano  le Condizioni programmatiche per fare liste unitarie comprensive del PD,  altrimenti  la possibilità molto corposa  di presentare  liste anche senza il PD  ci sono.  I dati, infatti,  dicono  che  Alla Camera il PD ha preso il 19,1 ma Cinque Stelle  ha preso ( 15,4%) , la Sinistra (3,6%), Rifondazioni/Unione ( 1,4%) , senza contare   i civici storici.  Il consenso degli “apparentati” supera  il 20% . Un potenziale  su cui si può ragionevolmente  formare  un progetto ( Pur augurandosi che  ciò non avvenga) con discrete possibilità di successo. Questo potrebbe accadere qualora il PD volesse imitare i comportamenti degli omologhi PD di Pavullo .  Sarebbe perciò indispensabile che il PD agisse sapendo che non ha i numeri per imporre il suo volere. Nei comuni  il programma si fa insieme, il candidato a Sindaco si sceglie insieme e la formazione delle liste si  decide insieme.  Dopo se ci fossero due o più candidature  a Sindaco si potrebbe ricorrere alle primarie di coalizione con regole condivise ed elaborate insieme.

Omer Bonezzi consigliere lista Eco-Civica “Cittadini per Spilamberto”.

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Una risposta a Elezioni Comunali (2024) alleanze ed apparentamenti nazionali

  1. dimer ha detto:

    La riflessione e le proposte contenute nel testo meritano una discussione approfondita, allargata, che vada oltre i social, seppure strumenti importanti e ormai consueti.
    A partire dai contenuti/programmi che non possono rappresentare una questione secondaria, nonostante ormai sia diventato sempre più normale operare in questo senso.
    L’obiettivo di riunire, a Sinistra, le forze che criticano la situazione esistente e il neoliberismo imperante che produce una valanga di disuguaglianze, nonché l’allargarsi del divario, ormai siderale, fra pochi ricchi e tanti poveri, che antepone il profitto alla salute, il potere ai diritti universali e alla dignità umana e che diffonde indifferenza e rassegnazione, mi sembra da anni il “minimo sindacale”.

    Sapendo che le elezioni comunali sono diverse da quelle nazionali, ma che è proprio sui territori che si misuta la capacità di incidere sui problemi delle popolazioni e di promuovere la cittadinanza attiva e la democrazia partecipata. Chi, caso mai dopo le elezioni, o in situazioni di verticismo sempre più preoccupante, grida “al lupo” dovrebbe essere chiamato a dimostrare cosa ha fatto, singolarmente o come forza politica, per evitare questa deriva che vede ormai il 50% degli aventi diritto non recarsi alle urne.

    Sapendo che va seguito, in modo chiaro e trasparente, un metodo per assicurare che non ci si muove secondo personalismi o in base alle mutevoli condizioni del “qui e ora”

    In questo senso Sinistra Italiana ha operato in questi anni, forse non sempre linearmente, ma cercando di attenersi alle due “bussole” della giustizia sociale e della giustizia ambientale.

    Per questo abbiamo sempre accolto l’invito, come facciamo ora, al confronto, tanto più se vengono coinvolte forze di Sinistra con cui collaboriamo da anni.

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